Se il padre di famiglia dev’essere difeso così, che tristezza!

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Questa riflessione arriva con un paio di giorni di ritardo rispetto al post a cui si indirizza. Mi sono detta: “scrivo o non scrivo?”. Poi ho pensato che alla stupidità vada comunque messo un freno.
sentinelle
LA STORIA. Durante la giornata contro la violenza sulle donne, il gruppo “Sentinelle in Piedi” ha pubblicato sul suo account facebook un articolo di Roberto Marchesini risalente al 2012 (qui il link). L’articolo in sé ha ben poco di pregevole: sempre la solita solfa sui regimi totalitari (dall’URSS all’Unione Europea, passando per 1984 di Orwell) che, monotematicamente, vira sulla politica genderfascista del ventunesimo secolo.
LA FRASE SHOCK. Secondo il Marchesini, tutta questa violenza sulla donna – alla fin fine – non esiste. Lui dice: “muoiono più uomini che donne in Italia”. Io rispondo: “la delinquenza è a maggioranza maschile, quindi ha senso”. Lui ribatte: “perciò è inutile parlare di femminicidio”. Io dico: “dipende dall’intenzione con cui si sopprime la donna”. Lui incalza: “e tutti gli uomini che muoiono per colpa delle ex?”. Io gli rispondo: “sono colpevoli quanto gli uomini”. Cala il silenzio. Poichè, secondo santa Jane Austen, è compito femminile stimolare la conversazione, provo a sbloccare la situazione: “Vabbè, ma quindi perchè ci siamo inventati ‘sta farsa?”. Lui gonfia il petto e pontifica:
“questa è una grande vittoria del governo contro un nemico di paglia, il femminicida; al quale sono stati rivolti i due minuti d’odio al pari dell’evasore e dell’omofobo. Il solito “nemico del popolo” da stanare ed eliminare. Il cui identikit (maschio, eterosessuale, marito e padre) si delinea con una chiarezza sempre maggiore: il padre di famiglia”
sentinelle commenti
L’HA SCRITTO SUL SERIO? Dopo aver finito di leggere l’articolo, continuo a scorrerlo nella speranza di aver interpretato male. Ritorno su Facebook sperando di trovare una nota di condanna ufficiale di Sentinelle in Piedi (link al post), ma non trovo nulla. Solo qualche utente, giustamente incollerito dalla caduta di stile della pagina, ribatte sotto al post con commenti talora seri talora faceti.
UNA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. Ce n’è (ancora) bisogno? Forse ci dimentichiamo che le donne in Europa non sono solo le ragazzine che vanno a spendere i soldi di papà al centro commerciale, né le cinquantenni che si fanno iniettare botulino dal chirurgo estetico, né le femministe che non si depilano, né le progressiste fautrici del sesso libero in discoteca. In Europa – e in Italia – ci sono ancora donne costrette a prostituirsi per far arricchire i loro papponi, donne cui viene praticata l’infibulazione, bambine costrette a sposarsi, donne sfregiate con l’acido, violentate in strada, uccise nelle proprie case. Maschi o femmine che siano i loro aguzzini, questi sono crimini la cui tipologia di vittima ideale è la donna perchè contro la donna questi crimini sono stati pensati. Ci sono anche uomini vittime di violenza di genere? Può essere. E quando le madri cuciranno il pene ai loro figli per mantenerli casti fino al matrimonio, e quando vedrò dilagare sulle arterie di Roma giovani uomini in mutande e petto nudo costretti a vendere la propria dignità per arricchire le pappone, prometto che mi batterò perché venga istituita una giornata contro la violenza sugli uomini.
MIO MARITO NON SI SENTE UN NEMICO DEL POPOLO. Excusatio non petita, accusatio manifesta dicevano i latini. Nessun maschio, eterosessuale, marito e padre della mia famiglia si sente minacciato da una giornata come questa. Riconoscono anche loro l’importanza di promuovere una sana cultura della donna (e dell’uomo) e non hanno bisogno di negare una piaga sociale come questa per portare avanti la loro causa. Perché, insomma, diciamocelo: fare una campagna come quella di Sentinelle in Piedi e Marchesini, sarebbe come dire “basta pensare all’antisemitismo, ormai ci sono altre minoranze religiose da difendere. Chi se la prende più con gli ebrei perché sono ebrei? Nessuno!”… una figura barbina e un totale controsenso!
I GENDERFASCISTI DI BRUXELLES. Adesso, però, voglio fare l’avvocato del diavolo. Bisogna trovare il vero colpevole di tutta questa storia e, sembrerà strano, non sono i virilbigotti. Chi ha lanciato il guanto di sfida a questi ultimi sono stati proprio i genderfascisti di Bruxelles e di Strasburgo, che con le loro campagne di sensibilizzazione sui 3965 nuovi generi esistenti in cultura (ops, volevo dire “in natura”) hanno davvero stufato. Ma su questo, forse, dedicherò un altro articolo.
 
SENTINELLE, MI APPELLO A VOI! Dato che non sono così miscredente come vi ho dato a credere in questo articolo, voglio dedicarvi la citazione con cui intendo concludere questo post. L’autore potrà risultarvi molto simpatico e ortodosso, perciò cercate di tenere sempre a mente le sue parole quando vi capiterà di pubblicare certi articoli.
“Né Atene né Roma, fari di civiltà, che pure tanto lume di natura sparsero sui vincoli familiari, riuscirono, né con le alte speculazioni della filosofia, né con la sapienza delle legislazioni, ad elevare la donna all’altezza che alla sua natura si addice. Il Cristianesimo invece, primo e solo, pur non disconoscendo quei pregi esterni ed intimi, ha scoperto e coltivato nella donna missioni e uffici, che sono il vero fondamento della sua dignità e la ragione di una più genuina esaltazione. In tal guisa nuovi tipi di donna balzano e si affermano nella civiltà cristiana, come quelli di martire della religione, di santa, di apostola, di vergine, di autrice di vasti rinnovamenti, di lenitrice di tutte le umane sofferenze, di salvatrice di anime perdute, di educatrice. Man mano che maturano i nuovi bisogni sociali, anche la sua missione benefica si espande e la donna cristiana diviene, come è oggi a buon diritto, non meno che l’uomo, un fattore necessario della civiltà e del progresso” (dal Discorso di Sua Santità Pio PP. XII alle Partecipanti al Congresso dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche, 24 aprile 1952)